VALLE SERIANA, PRESOLANA E VAL DI SCALVE

Laghetto montano in Valle Seriana

Laghetto montano in Valle Seriana

I lombardi che subiscono il fascino della montagna sanno che per ritrovare paesaggi da favola non serve andare lontano:  in prossimità delle città di Bergamo e Brescia, le Prealpi bergamasche offrono panorami indimenticabili e la possibilità di gustare specialità uniche. Risalendo i fianchi delle montagne, appaiono le cime più alte e più suggestive. La Valle Seriana e La Val di Scalve sono il territorio ideale per chi vuole provare l’emozione della montagna senza perdere di vista la città. La Valle di Scalve è la valle del fiume Dezzo. Secondo alcuni studiosi, infatti, il curioso termine “scalve” deriverebbe dal celtico “skalf”, “intaglio” o “fessura”, riferito al lento lavoro del fiume che scava tra le rocce montane. Anche il tempo ha lavorato a lungo qui, lasciando importanti segni del suo passaggio: nel Medioevo, la Valle e le zone limitrofe furono donate da Carlo Magno ai monaci di Tours, situazione che permetteva agli abitanti di godere di alcuni privilegi che hanno contribuito a rendere prospero il territorio.

ColereE’ divisa in due Province:  la parte nord-orientale appartiene alla Provincia di Bergamo (comuni di Azzone, Colere, Schilpario e Vilminore di Scalve), quella nord-occidentale alla Provincia di Brescia (comune di Angolo Terme). A nord confina invece con la vicina Provincia di Sondrio, anch’essa ricca di interessanti spunti turistici. I centri più celebri della Val di Scalve, soprattutto per gli appassionati di sci e altri sport invernali, sono Colere, Schilpario e Vilminore.

Anche la Val Seriana vanta centri rinomati: il più famoso è senz’altro Castione della Presolana, ma anche Clusone, Albino e Selvino, al confine con la Val Brembana. I primi insediamenti umani della Valle scavata dal fiume Serio risalgono addirittura all’Età del Ferro. Queste valli legano infatti la loro Storia alla presenza di importanti giacimenti minerari che sono stati ampiamente sfruttati attraverso i secoli.

Stambecchi in Val SerianaOggi la zona è un vero paradiso per gli appassionati di trekking: da qui passa la parte orientale del Sentiero delle Orobie, un sentiero  montano, o alta via, che collega diversi rifugi e bivacchi delle Prealpi Orobiche in provincia di Bergamo. Il sentiero orientale percorre l'alta Valle Seriana (passando dal cosiddetto Circo dei giganti delle Orobie tra Pizzo Redorta e Pizzo Coca), attraversa la Valle di Scalve, e si conclude nello spettacolare ambiente dolomitico  della Conca della Presolana.

Valbondione

Valbondione è comune famoso soprattutto per le bellezze naturali del suo territorio, dove si trovano tra l’altro le sorgenti del fiume Serio e di alcuni suoi affluenti, tra cui il Bondione,  che confluisce nella contrada Bondione, detta anche Lizzola Bassa, ed il Fiume Nero, che confluisce nella frazione Fiumenero, un tempo comune autonomo.

ValbondioneValbondione è conosciuta per l’incantevole spettacolo che ogni anno offre a migliaia di turisti: le cascate del fiume Serio. Il Serio “concede” infatti ogni anno uno spettacolo straordinario ai visitatori: nei primi chilometri del suo percorso forma il lago Barbellino, dove oggi si trova una centrale elettrica che regola la potenza dell’acqua con una diga; una volta all’anno, nel periodo estivo e secondo un calendario predefinito, la centrale elettrica apre la diga lasciando l’acqua libera di seguire il suo corso originale: 10 mila metri cubi d’acqua si rovesciano a valle in un salto di 315 metri che fa di queste cascate le più alte in Italia e le seconde in Europa. Uno spettacolo che attira ogni anno migliaia di persone dal resto d’Italia e dalle nazioni vicine. Sempre nel territorio comunale, si trovano le vette di Pizzo Coca, Redorta e Scais, tutte intorno ai tremila metri, vera e propria “palestra” per gli alpinisti che si preparano ad affrontare cime impegnative.
Recenti studi farebbero risalire l'origine del paese all'epoca romana. Pare infatti che Valbondione si sia sviluppata attorno alle miniere di ferro, in cui lavoravano numerosi schiavi. Furono proprio le loro abitazioni a dare vita al primo agglomerato urbano.
Percorrendo il Sentiero delle Orobie, è facile imbattersi in antichi borghi e località d’alpeggio che hanno conservato lo stile tipico alpino.

Clusone

Clusone, in provincia di Bergamo, è considerato parte della Val Seriana, anche se in realtà l'altopiano su cui sorge, di origine glaciale, appartiene parzialmente al bacino del fiume Oglio. La cittadina “contesa” tra i due fiumi è anche il capoluogo della comunità montana della Valle Seriana. Un titolo che si deve alla sua lunghissima storia. Nonostante si tratti di un piccolo borgo montano, Clusone risale ai primi insediamenti degli Orobi, ovvero intorno al 1300 a.C. Il nome si deve però all’epoca romana: “clausus”, in latino, significa “chiuso” e ben rende l’idea di questo luogo protetto e circondato da montagne, e, di conseguenza, altamente strategico da un punto di vista militare. La sua conformazione territoriale, tuttavia, non bastò a proteggerlo dalle invasioni barbariche: i Longobardi prima e successivamente i Franchi. Fu proprio sotto il loro dominio e sotto la corona di Carlo Magno che il destino di Clusone cambiò: quando la zona venne donata dall’imperatore ai monaci di San Martino di Tours, i privilegi fiscali concessi ai paesi del territorio consentirono la fioritura di arti e commerci. E’ in questo periodo che gli abitanti cominciano ad affrescare le case, abitudine rimasta nel corso dei secoli. La vicina rocca, in epoca medievale, si sviluppa fino a prendere le sembianze di un vero proprio castello, con tanto di mura e torrette difensive.

L'Oratorio dei DiscipliniAl Medioevo risale anche il famoso Oratorio dei Disciplini, che nel 1485 venne affrescato con un dipinto raffigurante il Trionfo della Morte, un’allegoria tipica dell’epoca in cui la morte, rappresentata da scheletri, si fa beffe della ricchezza e del potere. La splendida Basilica di Santa Maria Assunta, invece, risale al XVIII secolo. Riccamente affrescata e decorata, è conosciuta in tutta la Valle. Qui si tengono spesso dei concerti, soprattutto a Natale. Una curiosità: nel 1801, Clusone è stata insignita del titolo di “città” per il suo prestigio storico.

Castione della Presolana

Situata a circa 1000 metri di altitudine, incastonata tra foreste di abeti, faggi e pini secolari, Castione si trova proprio ai piedi del massiccio della Presolana. La vetta, a 2521 metri sul livello del mare, è conosciuta per la bellezza dei suoi paesaggi, tanto da farle guadagnare il soprannome di Porta delle Orobie. Castione è abitato sin dall’epoca preistorica da popolazioni dedite alla caccia e alla pastorizia. Con il corso dei secoli, però, gli abitanti appresero i segreti dell’agricoltura trasformando questa terra fertile in campi coltivati, soprattutto a frumento. Non a caso, le pianure di Castione vennero chiamate la Valle dei Mulini. Oggi quei mulini sono in buona parte scomparsi; uno è diventato un ristorante-museo e attrae turisti da tutto il circondario. A Castione è possibile tornare indietro nel tempo: la “Perla delle Orobie” conserva le antiche case abitate dai contadini, tutte vicine per non disperdere il calore e consentire alle famiglie di portare avanti una vita in comune, ritrovandosi ogni sera dinanzi allo stesso fuoco. Nelle stanze attigue alla cucina c’era posto anche per gli animali, indispensabili compagni della realtà contadina. Una scaletta di legno portava al piano superiore, dove c’erano le stanze da letto. Oggi Castione non è più un centro agricolo: l’industria più sviluppata è quella turistica, che negli ultimi decenni ha visto fiorire le “seconde case” di vacanza, persino nei comuni limitrofi. Come Bratto, alle pendici del Monte Cornetto, che con i suoi mille metri di altitudine e una posizione privilegiata sui sentieri naturalistici è una località particolarmente amata dai turisti.

Schilpario

Schilpario è situato in cima alla Valle di Scalve, a circa 65 chilometri da Bergamo. Fa parte della comunità montana di Scalve  e può vantare di essere riuscito a sviluppare una fiorente industria turistica senza snaturare l’autenticità del territorio. La storia di Schilpario risale all’epoca preromana: il territorio era infatti abitato dai Galli Cenomani. In località Pià Sèrsegn esiste ancora un masso che veniva utilizzato dai druidi per compiere riti religiosi. Ma lo sviluppo del paese si deve agli antichi romani, che per primi iniziarono a sfruttare le miniere di zinco e ferro della zona. A tali miniere si lega la storia del paese e quella della valle: qui si lavorava in modo duro, spesso in condizioni molto pericolose, fino alla chiusura delle miniere, nel 1972. Da allora le miniere sono state trasformate in un museo: a piedi o su appositi trenini, i visitatori possono addentrarsi per i tunnel percorsi in passato dagli operai, scoprire l’evolversi dell’attività mineraria e parallelamente i cambiamenti sociali che l’hanno accompagnata. Per preservare e trasmettere la storia e la cultura locale è anche stato allestito un museo etnografico all’interno di un vecchio mulino sul torrente Dezzo, ancora funzionante a scopi didattici. All’interno, un vero e proprio patrimonio di documenti, fotografie, oggetti e strumenti da lavoro rurale che permettono ai visitatori di ricostruire la vita quotidiana degli antichi abitanti di Schilpario. Oggi, il paese è noto soprattutto come centro apprezzato dagli appassionati di sport invernali, dallo sci allo snowboard, con eventi che si susseguono per tutto l’inverno.

Vilminore di Scalve

Vilminore di ScalveVilminore è situato sulla destra del torrente Dezzo, in Val di Scalve. Si tratta di un caratteristico borgo montano che ha saputo mantenere intatte le proprie caratteristiche nonostante il notevole sviluppo turistico degli ultimi decenni. Sviluppo dovuto, oltre alla bellezza naturale di questi luoghi, alla posizione “strategica”: intorno a Vilminore si sviluppano diversi itinerari naturalistici, adatti a tutte le età, dai più semplici ai più complessi. Il paese però conserva anche importanti testimonianze del proprio passato: le sue origini risalgono al periodo della dominazione romana. Il nome del paese deriva infatti dal latino “Vicus Minor”, “piccolo agglomerato urbano”. Anche in questo caso, il paese si sviluppa attorno alle miniere e il cambiamento decisivo arriva con la donazione dell’intero territorio da parte di Carlo Magno ai monaci di Tours, e ai privilegi che ne conseguirono. Successivamente, però, Vilminore passò nei territori del Vescovo di Bergamo, che li cedette come investitura feudale ai Capitani di Scalve. Di conseguenza, i privilegi si moltiplicarono fino a sfiorare l’autonomia territoriale: del servizio militare, libertà di caccia e pesca, sgravi fiscali e la possibilità di sfruttare le miniere. Possibilità che diedero al territorio un forte impulso di crescita soprattutto nelle coltivazioni e nell’industria mineraria e metallurgica. La crescita fu tale che con il passaggio alla Repubblica di Venezia, avvenuto nel XV secolo, i dogi pensarono di far mantenere a Vilminore i suoi privilegi, a beneficio dell’intera economia di San Marco.
Del suo passato, Vilminore conserva importanti edifici storici: come il Palazzo Pretorio, edificato nel 1375, che grazie a un recente restauro permette ai visitatori di rivivere lo sfarzo medievale di questi piccoli borghi; oggi ospita la sede della locale comunità montana. Anche l’architettura religiosa ricorda i fasti del passato: come la chiesa Arcipresbiteriale, risalente al XVII secolo, fu edificata dai maestri comacini. E’ dedicata a Santa Maria Assunta e San Pietro e al suo interno presenta sculture ed affreschi di pregio.

Punti dell'itinerario

Valbondione

Valbondione

Il borgo alpino di Maslana, frazione di Valbondione.  Il Comune si colloca in Alta Valle Seriana ed è costituito essenzialmente da tre grosse borgate. Il paese è circondato da prati, boschi nel cuore delle Orobie ai piedi di alte montagne tra i quali vi sono  i tre “tremila” che rappresentano le mete più ambite degli appassionati (Pizzo Coca, Redorta e Scais).

Clusone

Clusone

La splendida Basilica di Santa Maria Assunta a Clusone. Riccamente affrescata e decorata, è conosciuta in tutta la Valle.
Clusone considerato parte della Val Seriana, sebbene da un punto di vista orografico l'altopiano di Clusone, di origine glaciale, appartenga in parte anche al bacino dell'Oglio. Il comune è capoluogo della comunità montana della Valle Seriana.

Castione della Presolana

Castione della Presolana

Vista della parete nord della Presolana. Il massiccio Pizzo della Presolana e del Monte Pora (Castione della Presolana) giace in aperta e assolata posizione su un ampio terrazzamento posto sopra la valle di Tede. Il territorio appartiene al bacino imbrifero del torrente Borlezza che versa le sue acque nel lago d'Iseo.
Il comune è collegato con la Val di Scalve attraverso il Giogo della Presolana, dove si trova il paese di Colere, adagiato sulla parete nord della Presolana stessa.

Vilminore di Scalve

Vilminore di Scalve

Veduta della Val di Scalve. Il paese di Vilinore di Scalve è immerso nella natura, è costituito da numerose frazioni, tra cui Bueggio, Nona, Teveno, Vilmaggiore, Pianezza, Pezzolo e Dezzolo Sant’Andrea, è da sempre il centro di riferimento della piccola Valle di Scalve.

Schilpario

Schilpario

Uno scorcio di Schilpario in inverno, Inserito in un contesto naturalistico di grande livello, il paese sta sempre più sfruttando questa sua posizione per trarne i benefici dati dal turismo. Inoltre la natura offre scenari mozzafiato ed una serie di itinerari adatti ad ogni esigenza: dalla semplice passeggiata per le famiglie, ad escursioni più impegnative per utenti esperti.